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Salone Internazionale del Gusto 2012: il diario di un’avventura

L’INIZIO

L’avventura ha inizio il 2 Aprile quando, con la consueta e-mail sullo stato dei prodotti, i membri di Gente del Fud vengono invitati a prendere parte al Salone Internazionale del Gusto 2012 – Terra Madre; poche informazioni ma sufficienti per stimolare la curiosità e quindi come richiesto invio la mia adesione.

E’ metà Giugno quando, con il caldo che comincia a farsi sentire e la mente già proiettata alle vacanze estive, all’improvviso eccoti la email di Emidio Mansi con i dettagli del Salone del Gusto.  Me ne ero quasi dimenticato, preso come al solito dalla vita frenetica !!!!

A metà Settembre arriva l’email che scatenerà il panico!!! Emidio Mansi dà ufficialmente il via alla preparazione del Salone del Gusto, ci sono ancora tanti punti interrogativi: cosa mi faranno fare? con chi? quali prodotti dovrò utilizzare? Insomma ci sono tutti gli ingredienti per sconquassare la vita di noi foodblogger di Gente del Fud. Prepariamoci alla sfida!

Passa una settima e come promesso arrival’email con i dettagli ed ecco che viene svelato il ruolo di ognuno di noi!

Questa email più delle altre scatena il panico, parte la creazione di gruppi FB per conoscersi e pianificare la “calata” su Torino. I dubbi sono molti, domande su domande che spingono Giorgio Marigliano a l’invio di una email esplicativa.

Per prima cosa invita tutti a mantenere la calma ….. NIENTE PANICO!!! E poi via con i dettagli, la composizione delle “squadre” formate da coppie di foodblogger, alcune di qeuste  rappresenteranno la Garofalo e Gente del Fud presso lo stand ufficiale mentre altre avranno il compito di presentare i prodotti dei presidi slow food presso i loro stand regionali (attività denominate “fuori stand”) consigliandone l’uso e gli abbinamenti. Non è chiaro se queste attività ci sia o meno la possibilità di cucinare, grande incognita. Staremo a vedere.

LA PREPARAZIONE

Inizia la preparazione di questa affascinante avventura, sono stato abbinato a Stefania Mulè “BigShade” (http://bigshade.blogspot.it). Stefania è una foodblogger di Bologna con origini Siciliane, a noi il compito di rappresentare il Lazio nello stand slow food regionale appuntamento per venerdì 26 Ottobre alle ore 18:30.

Per prima cosa occorre scegliere i prodotti che dovremmo presentare, in realtà il prodotto sarà presentato dal produttore e noi avremmo il compito di descrivere come utilizzarlo al meglio in cucina. La sfida è interessante, mi metto subito in contatto con Stefania per la scelta. Seguiamo il consiglio datoci di puntare su un prodotto dei presidi slow food e quindi dopo qualche scambio di email optiamo per il Caciofiore della campagna romana. Optiamo anche per un prodotto di “backup” nel caso non fosse disponibile il primo, la scelta ricade su un classico della cucina laziale: il guanciale !!!!!

Siamo ai primi di Ottobre, io e Stefania ci siamo già confrontati su cosa proporre, le idee sono varie, purtroppo nessuno dei due ha mai assaggiato il Caciofiore, quindi il primo obiettivo e trovarlo e identificarne la mappa dei sapori per poi individuare come utilizzarlo al meglio. Le incognite ed i dubbi sono ancora molti quindi lasciamo lavorare le nostre menti e tra qualche giorno ci confronteremo con i nostri “counselor” Emidio e Giorgio per la scelta finale.

04/10/2012:  Tanto per iniziare diamo qualche dettaglio in più sul prodotto che sarà al centro della nostra avventura. Il “Caciofiore” è una sorta di antenato del Pecorino Romano realizzato con il caglio del cardo selvatico. Secondo il consiglio di Columella, “conviene coagulare il latte con caglio di agnello o di capretto, quantunque si possa anche rapprendere con il fiore di cardo silvestre o coi semi del cartamo o col latte di fico. In ogni modo il cacio migliore è quello che è stato fatto col minimo possibile di medicamento” (“De Re Rustica”, 50 d.C.).

Il caglio vegetale è l’elemento chiave che caratterizza questo formaggio. E’ grazie all’azione proteolitica degli enzimi del cardo selvatico (Cynara cardunculus spp. cardunculus), che abbiamo uno dei formaggi di pecora più caratteristici al mondo. La crosta giallognola racchiude un cuore di formaggio quasi liquefatto, dalla cremosità sorprendente e dal sapore intenso, non salato, lievemente amaro. I fiori blu-violacei dei cardi selvatici si raccolgono durante il periodo estivo; si essiccano al buio per 4-5 giorni. I petali essiccati si fanno macerare nell’acqua per un giorno ed il tutto viene filtrato con telo sintetico ed aggiunto a filo al latte di pecora opportunamente mantenuto ad una temperatura costante di 38°C. La coagulazione richiede all’incirca un’ora e la cagliata viene quindi tagliata a quadrettoni, adagiata in fuscelle e lasciata spurgare del siero per 24 ore. Il giorno seguente viene salata a secco e trasferita nel locale di stagionatura per 35-40 giorni (condizioni ottimali: 7-10°C, 90-95 % umidità).

Ma veniamo a noi, purtroppo ci hanno confermato che non avremo la possibilità di cucinare presso lo stand regionale di Slow Food quindi è partita la ricerca a come servire al meglio il caciofiore. Per il momento l’idea è quella di preparare un piattino con tre assaggini così composto:

  1. una tartina con crema di zucca/broccoletti/carciofi con un cubetto di caciofiore ed una lamella di mandorla. Non abbiamo ancora scelto quale delle tre creme utilizzeremo;
  2. una coppettina di pasta brisè con cimette di broccolo romano marinate, caciofiore e pinoli;
  3. un cucchiaino finger food con polpa di caco e caciofiore;

Per il momento queste sono le idee ma siamo ancora in fase di “creazione”.

05/10/2012: Purtroppo ci è stata bocciata l’idea dei tre assaggini e quindi alla fine abbiamo optato per un unico “pezzo”. Il nostro assaggio sarà servito in una coppettina trasparente dove posizioneremo sul fondo uno strato di  confettura extra di Zucca con dei pezzetti di caciofiore, metteremo poi uno strato di pane carasau (per dividere la parte salata da quella dolce) e sopra le cimette di broccolo romanesco condite ad insalata con caciofiore e pinoli e finiremo con una guarnizione di zeste di limone. Chissà come verrà ? Staremo a vedere …….

22/10/2012: Ormai manca veramente poco, tra qualche giorno sarò proiettato in questa nuova esperienza, sono sicuro che sarà una giornata lunghissima ed interminabile…..non vedo l’ora !!!

23/10/2012: Ormai siamo agli sgoccioli, per chi fosse curioso e ne avesse voglia, potete seguire in diretta tutto quello che accadrà  in streaming sulla pagina Facebook di Pasta Garofalo (https://www.facebook.com/pastagarofalo/app_237104339749772)

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5 risposte a “Salone Internazionale del Gusto 2012: il diario di un’avventura”

  1. 22 novembre 2012 a 17:37 #

    Ciao Roberto! È stato entusiasmante condividere l’esperienza di Gente del Fud al Salone del Gusto anche se non ho avuto il piacere di conoscerti di persona. Spero ci saranno future occasioni! Intanto complimenti per il tuo blog e da oggi ti seguo anch’io… 😉 Se vuoi passare a trovarmi e seguirmi anche tu questo è il link del mio blog: http://gustorie.blogspot.it/ A presto! Daniela

    • ribbincucina
      23 novembre 2012 a 09:04 #

      Hai proprio ragione è stata una fantastica esperienza, peccato veramente non essere riuscito a conoscere tutti ma di cose da fare ce ne erano veramente tante…vuoi che Emidio non si inventi ancora qualcosa ???? 😉

  2. 30 ottobre 2012 a 15:27 #

    Ciao Roberto!
    Al Salone ci siamo incrociati ma non presentati 🙂 peccato! sarà per la prossima volta!!! ma eravamo così tanti!!!!
    mi piace il diario dettagliato che hai fatto 🙂 mi ha riportata, con un sorriso, alla paura, alle tante aspettative, ai tanti dubbi e infine al piacere di essere accolta in una grande e affettuosa famiglia!
    a presto

    • ribbincucina
      30 ottobre 2012 a 15:38 #

      Hai ragione, eravamo in tanti, poco il tempo a disposizione e tantissime le cose da fare. Ed ogni volta che tornavo allo stand della Garofalo mi sentivo “a casa” e mi rilassavo 😉 alla prossima !

  3. stefania
    22 ottobre 2012 a 12:49 #

    comunque vada sarà un successo!!!

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